NOTA STAMPA M5S – QUANDO LA POLITICA SI MORDE LA CODA

sveglia

La notizia dell’esclusione di ESA SpA dalla gara d’ambito per la gestione integrata dei rifiuti dell’ATI 1 è passata in sordina; in compenso, grande clamore sta suscitando la possibilità che non possa parteciparvi Gesenu, per una interdittiva antimafia della prefettura, legata alla bufera giudiziaria di questi ultimi giorni. L’ATI 1 si rivolgerà, pertanto, a due esperti legali per la selezione dei partecipanti, per un appalto di quasi 300 milioni di euro, mentre la ESA SpA si vede costretta a presentare ricorso presso il TAR dell’Umbria ed esposto all’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione).

Quando la delibera dell’ATI 1 relativa all’affidamento della gestione dei rifiuti per 15 anni (in seguito al documento approvato il 24/09/2014 da tutti i sindaci dei 14 comuni membri, con l’unica astensione di Fossato di Vico), arrivò in Consiglio Comunale, evidenti erano le criticità e le contraddizioni presenti nel documento: esclusione di società in house, operatori privati da privilegiarsi per una supposta migliore qualità del servizio, impossibilità di recesso per i comuni, assenza di parametri e criteri di premialità (legati per esempio alla percentuale di differenziata, a progetti di recupero e riciclo, tariffazione puntuale, ecc), grossi vincoli di bilancio per i soggetti aderenti, che si traducono poi in vincoli di spesa per i cittadini. In sostanza, anziché andare nella direzione di una più virtuosa gestione dei rifiuti (Strategia Rifiuti Zero), si proseguiva inesorabilmente sulla “solita strada”, con il solito andazzo che, purtroppo, i cittadini conoscono bene. Ma ovviamente, nonostante le nostre osservazioni, la delibera venne approvata così com’era, ed allora il nostro NO fu forte e deciso.

Ora non ci aspettiamo certo un mea culpa, ma una seria riflessione, sì!

In tutto questo, va evidenziato il fatto che gli ATI sono stati soppressi già con la LR 11/2013 e, recentemente, si è insediata l’assemblea costituente il nuovo ambito regionale unico (AURI). Viene da chiedersi che senso abbia bandire un appalto di ambito, quando sarà un ente regionale unico, costituito dai rappresentanti dei 92 comuni umbri, ad occuparsi della gestione dei rifiuti, così come del servizio idrico. E’ difficile, in questa fase, prevedere quali saranno i benefici di questi cambiamenti e, soprattutto, se tali benefici ricadranno sui cittadini, ma di sicuro era NECESSARIO mettere le mani su un melmoso sistema consociativo, come è quello della gestione dei rifiuti.

Troppo spesso è la Magistratura a fare pulizia, laddove la politica vegeta da decenni, incapace di risolvere i gravi problemi dei nostri territori. In genere, chi non fa nulla per trovare soluzioni, è egli stesso parte del problema. Per questo, ci auguriamo che si vada fino in fondo, per evitare che ad affondare ulteriormente siano, ancora una volta, i già pesantemente vessati cittadini.

Capogruppo Consiliare M5S Troiani Stefania

Il gruppo Meetup Gualdo Tadino

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