LA VERA DIFESA DEL LAVORO E DEL BENE COMUNE

Le basi dell’Italia Giusta del Pd, il partito che non si occupa di banche, mentre le banche si occupano di lui.

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Hanno inventato, promosso e sostenuto l’agenzia di strozzinaggio pubblico detta Equitalia, salvo qualche recente autocritica elettoralistica. Hanno preparato, con nobile ricerca giuslavorista, le leggi dette di “ flessibilità”, ossia la grande battaglia di “sinistra” per la precarietà garantita. Salvo tornare a parlare di “creazione di occupazione” in campagna elettorale. E’ lecito domandarsi di quale occupazione parlano. Hanno promosso ovunque la privatizzazione di beni comuni come le reti idriche. Salvo fare finta di niente dopo il referendum. Hanno isolato e combattuto per anni le organizzazioni dei lavoratori (come la Fiom o i Cobas), che si opponevano alla svendita progressiva dei diritti del lavoro compiuta dalla “Triplice” (Cgil-Cisl-Uil), salvo piangere lacrime di coccodrillo se qualcuno attacca i sindacati, senza peritarsi di capire “quali”, e quale modello di sindacato si attacca: sì, quello che svende il lavoro per noi può chiudere i battenti. D’altronde siamo i “fascisti qualunquisti” che si battono contro la riforma o l’abolizione dell’articolo 18, mentre il Pd ha sostenuto il governo che lo voleva abolire o limitare, e ora già tratta col partito dei padroni e delle banche, e con la cricca papalina, per il dopo elezioni. Hanno preso soldi dagli inquinatori dell’Ilva, senza aver peraltro mai mosso un dito per risolvere lo scempio di Taranto, né prima della gestione Riva, né durante, né ora. Salvo nulla. Hanno sostenuto la militarizzazione di un territorio, la Val di Susa, nel tentativo di stroncare la resistenza di una intera popolazione contro l’ennesima inutile Grande Opera. Salvo isolare nel partito i pochi contrari. Hanno votato contro l’emendamento che proponeva la rinuncia agli investimenti per l’acquisto degli inutili F 35, salvo pentirsi in corso di campagna elettorale. Hanno fatto man bassa di denaro pubblico in innumerevoli modi, tanti che è persino noioso enumerarli: i salvataggi, i non controlli, i condizionamenti, le gestioni allegre, le nomine comode, le fondazioni per la spartizione: l’ultimo grande profilo del partito della difesa del lavoro e del bene pubblico? La Monti Casta di Siena. Salvo che il Pd non si occupa di banche, ma le banche si occupano di lui. Il tutto con una responsabile, geniale motivazione: è il mercato.
Questo fallimentare “qualunquismo di mercato” ha nascosto la trasformazione degli apparati – un processo storico che coinvolge tutti i partiti – in cricche d’affari in competizione e in mere agenzie di collocamento per sudditi consenzienti. Quando li si sente dare ad altri del populista o del fascista e rivendicare lavoro e bene comune viene da ridere. Si baloccano con argomenti del secolo scorso, mentre sono i reazionari del presente.
Ci vedremo in parlamento, e per voi non sarà un piacere.

Movimento 5 stelle Umbria

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1 risposta a LA VERA DIFESA DEL LAVORO E DEL BENE COMUNE

  1. Serenella Fucksia scrive:

    Sacrosante parole, articolo di una essenzialità e chiarezza mirabili! Bravi!

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